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L’azienda agricola biologica “le forre del Treia” è nata nel
1997 da un nostro progetto che aveva come obbiettivo
principale quello di vivere una vita all’aria aperta, a
contatto con la natura. All’epoca eravamo due giovani sposi
romani pieni di energia ed entusiasmo, ma della conduzione e
della gestione di un attività agricola sapevamo ben poco.
Marco, diplomato ISEF, insegnava educazione fisica alla
Scuola Sacro Cuore di Trinità dei Monti e io stavo
cominciando il dottorato di ricerca in Chimica
all’università “La Sapienza” di Roma. Il terreno
dell’azienda c’era stato inizialmente affittato da mia madre
Carlotta Strampelli con un pò di titubanza, ma in seguito
non ci ha mai fatto mancare il suo appoggio. (Forse avrà
pensato che avevo ereditato qualche gene del mio
illustrissimo bis-Nonno il genetista del grano Nazareno
Strampelli.)L’inizio è stato veramente stimolante avevamo
così tanto da imparare e sperimentare: corsi, libri, fiere
agricole, e vecchi contadini. Abbiamo cominciato a portare
il trattore (un vecchio Landini 75 cavalli) e un fiat
cingolato. Vi garantisco che la prima volta che abbiamo
arato, ranghinato e seminato è stato faticoso ma la
soddisfazione di quel primo raccolto di favino non lo
scorderò mai. Il passo successivo sono stati gli animali.La
passione di Marco (non ci sono dubbi) sono i cavalli,
cavalli e ancora cavalli. Iolanda,Luisa, Eva e Zeus solo per
cominciare e se volete sapere adesso quanti ve ne sono
dovete chiedere a Marco, perchè io è gia da un po’ che ho
perso il conto!!!
La prima capra si chiamava Bianchina poi è arrivato
Bianchetto, Regina e così via fino ad avere oggi una ventina
di capi. Non è certo facile mungere una capra a mano,
soprattutto se non sta ferma! Con un po’ di pazienza e
dedizione finalmente Marco riuscì a ottenere abbastanza
latte per fare un po’ di formaggio.
Ho imparato ha fare il formaggio da una vecchia signora a
Calvi dell’Umbria che mi ha insegnato in un modo antico
senza neanche l’aiuto del termometro! Con un pò di pratica e
leggendo diversi testi oggi (da aprile a ottobre) è
possibile assaggiare la caciotta, il caprino e la mia famosa
ricotta in genere serviti come antipasti nel menu
dell’agriturismo. Nel frattempo tra il 1999 e il 2000
abbiamo cominciato la ristrutturazione del vecchio casale
colonico costruito da mio bisnonno Giulio Strampelli nei
primi anni del novecento di cui erano rimaste solo le mura.
E’ stato impegnativo e non ci siamo mai persi d’animo ed
alla fine il risultato ci ha gratificato! |